Lanciato per la prima volta nel 1978, l’Aria Pro II SB-1000 si è guadagnato un posto d’onore tra gli strumenti di riferimento nella storia del basso elettrico giapponese. Ancora oggi prodotto in Giappone, questo modello rappresenta uno dei vertici della liuteria. La versione SB-RI, protagonista di questa recensione, è una riedizione Made in Korea che riprende quasi in toto il DNA originale della serie: costruzione neck-through-body, design ergonomico con cutaway profondo e una cura artigianale evidente in ogni dettaglio.
Nel corso degli anni, la serie SB è stata adottata da bassisti di fama internazionale come Cliff Burton (Metallica), John Taylor (Duran Duran), Rudy Sarzo (Quiet Riot, Ozzy Osbourne), Jack Bruce (Cream), Marcus Miller, a conferma della sua versatilità e della qualità timbrica che l’ha resa celebre.
Il fascino dell’Aria Pro II SB-1000 risiede proprio nella sua capacità di unire un suono distintivo e autorevole a una struttura moderna e solida. In questo senso, il modello SB-RI non è una semplice riedizione estetica, ma una vera reinterpretazione contemporanea di uno strumento leggendario, degno di stare alla pari con altri grandi nomi della produzione giapponese d’alta gamma, come l’Ibanez Musician MC924 di cui proponiamo una recensione a questo link.
Nel corso di questa recensione analizzeremo a fondo l’Aria Pro II SB-RI (SB1000 reissue), partendo come sempre dall’elettronica, passando per body, manico e hardware, fino ad arrivare alle considerazioni finali dopo un’attenta prova su strada.
Pickup ed elettronica
L’Aria Pro II SB-RI monta un unico pickup humbucker Peavey VFL, di tipo ceramico, posizionato in una zona strategica per garantire attacco e definizione, ma con una risposta tonale più scura e profonda rispetto ai classici bridge pickup. Questo singolo pickup è il cuore pulsante del basso, capace di restituire un suono ricco, pieno e articolato su tutta la gamma di frequenze.
Ad affiancarlo troviamo il celebre B.B. Circuit (Balanced Boost Circuit), un sofisticato filtro attivo low-pass selezionabile tramite rotary switch a 6 posizioni. Alimentato da due batterie da 9V, questo circuito consente di scolpire il timbro con grande precisione, offrendo curve di equalizzazione che vanno da suoni cupi e corposi a timbriche più aperte, brillanti e aggressive. In mezzo, si trovano sfumature ben bilanciate, ideali per chi cerca versatilità timbrica senza ricorrere a equalizzatori esterni.
Il bypass switch permette inoltre di disattivare completamente l’elettronica attiva, trasformando lo strumento in un basso passivo. Questo rende l’Aria Pro II SB‑RI una vera e propria macchina sonora flessibile, pronta a coprire un ampio spettro di contesti musicali, dallo studio al palco.
I controlli di volume e tono completano il pannello comandi, offrendo una modulazione semplice ma efficace della voce del basso. Interessante notare come, nonostante la circuitazione attiva e la presenza di componenti potenti, l’elettronica risulti estremamente silenziosa, anche se la schermatura interna si limita alla classica vernice conduttiva.
Nel complesso, l’interazione tra pickup e circuito B.B. rende questo basso una vera “centrale timbrica”, capace di restituire suoni densi, saturi e spinti, ma anche toni più rotondi, leggeri o trasparenti. Uno strumento espressivo, reattivo e con un’identità sonora ben definita.
Body, manico e hardware
L’Aria Pro II SB-RI (SB-1000 reissue) è uno strumento che unisce forma e funzione con notevole coerenza. Il corpo in frassino massello è una scelta classica ma sempre efficace: garantisce una buona risonanza naturale, un attacco reattivo e una timbrica bilanciata che si adatta a moltissimi generi musicali. Il design è elegantemente ergonomico, con sagomature ben studiate che favoriscono la comodità e un accesso facilitato agli ultimi tasti grazie al profondo cutaway e all’assenza di tallone (heel-less cutaway).
Il manico è uno degli elementi di spicco dello strumento: sette strati alternati di acero e noce, uniti in configurazione neck-thru-body, garantiscono una trasmissione delle vibrazioni uniforme, grande sustain e una stabilità strutturale di alto livello. Il profilo è solido ma confortevole, pensato per offrire precisione sia nel fingerstyle che nel plettro o nello slap.
La tastiera in ebano, con raggio da 240 mm (circa 9.5”), offre una superficie liscia, densa e resistente, perfetta per chi cerca un feel deciso ma non eccessivamente rigido. I 24 tasti permettono una piena estensione su tutto il range del basso, mentre il capotasto in ottone, oltre ad aggiungere un tocco di classe, contribuisce a migliorare l’attacco delle corde aperte e a rinforzare la proiezione acustica.
Dal punto di vista meccanico, l’hardware è di qualità ed efficienza. Le meccaniche stile GB707 offrono un’accordatura precisa e stabile anche sotto sollecitazione, mentre il ponte assicura un contatto saldo tra corde e corpo, migliorando la trasmissione delle vibrazioni e la definizione delle note. L’intera componentistica in finitura gold completa l’estetica del basso con un tocco di raffinatezza, senza risultare eccessiva.
Un dettaglio da non sottovalutare è il peso: con i suoi circa 4,2 kg, l’Aria Pro II SB-RIB non è un peso piuma. Pur ben bilanciato, dopo un paio d’ore sul palco potrebbe farsi sentire sulla spalla, soprattutto se non si utilizza una tracolla ben imbottita. Non è insostenibile, ma è un elemento da considerare, specie per chi suona set lunghi o frequenti.
Nel complesso, la costruzione del basso è solida, curata nei dettagli e pensata per durare. Non ci sono sbavature, né nella finitura né nell’assemblaggio: tutto trasmette quella sensazione di affidabilità “vecchia scuola”, che oggi è sempre più difficile da trovare in strumenti di fascia medio-alta.
Considerazioni finali
L’Aria Pro II SB-RI è uno di quegli strumenti che non passano inosservati: non solo per l’estetica elegante e grintosa, ma soprattutto per la sua voce autorevole e il carattere deciso. È un basso che si fa rispettare in ogni contesto. Dietro al design iconico si cela un’anima profondamente musicale, capace di adattarsi a stili diversi — dal rock più sanguigno al funk sincopato, passando per il pop, il soul e persino il metal più ruvido.
Non è uno strumento per tutti, e questa è forse la sua più grande forza. L’Aria Pro II SB-RI richiede mani consapevoli e orecchie curiose. Ti spinge a scavare nel timbro, a esplorare sfumature, a trovare il tuo posto nel mix senza sforzo ma con autorità. Ha una voce chiara, densa, presente, che non teme compressioni né pedali, e al tempo stesso, sa essere raffinato, dolce, quasi trasparente nei passaggi più dinamici.
Una menzione particolare va alla posizione del pickup, che si trova in una zona molto simile a quella del pickup al ponte dei classici Rickenbacker. Anche il timbro richiama vagamente quella pasta sonora: mediosa, pungente, con una certa aggressività di attacco. Tuttavia, l’Aria Pro II SB-RI vira verso tonalità leggermente più scure e calde, con un corpo maggiore nelle basse frequenze e una punta di modernità nel dettaglio timbrico. È una combinazione che funziona, capace di unire il meglio del passato con la flessibilità richiesta oggi in studio e sul palco.
Più che un semplice omaggio alla tradizione, questo modello rappresenta una visione chiara di cosa debba essere oggi un basso professionale: identità sonora, comfort di esecuzione, affidabilità e presenza scenica. Non è un reissue nostalgico, ma uno strumento vivo, consapevole della sua storia e pronto a scriverne una nuova con chi lo suonerà.
Uno degli aspetti più intriganti, e allo stesso tempo sfidanti, legati all’Aria Pro II SB‑RI è la reperibilità. In Europa questo basso è praticamente introvabile sul mercato dell’usato, mentre è più semplice trovarlo, seppur a costi più elevati, direttamente in Giappone.
In Europa i valori per lo strumento usato (reissue o vintage) oscillano tra i € 1. 350 e i € 2.000 su portali come Mercatino Musicale e eBay . Alcuni annunci recenti riportano cifre attorno ai € 1.400/€ 1.800. Va inoltre considerato che il modello SB‑RI essendo made in Korea é meno costoso rispetto all’originale SB‑1000 degli anni ’80 e relativo reissue SB-1000RI Giapponese che incorpora materiali migliori e un setup più curato. Per fare un paragone, un esemplare SB-RI made in Korea usato può valere attorno ai €800/€ 1.000, mentre il modello SB-1000RI giapponese nuovo supera stabilmente i €2.000 (€ 2.490,00 su Lenzotti.it), smorzando la differenza qualitativa ma alzando il prezzo finale.
In definitiva, l’Aria Pro II SB‑RI è consigliato a chi cerca uno strumento con una forte personalità, che non segua le mode ma le trascenda, perfetto per chi non si accontenta di “suonare bene”, ma vuole lasciare un’impronta sonora.
Se sei curioso di sentirlo all’opera ecco una breve videorecensione dell’Aria Pro II SB-1000RI (giapponese), realizzata da Guitar Interactive Magazine.

